Loc. Casamenetto 13B – Frassineta, Sassoferrato (AN)
Il fabbricato presenta una caratteristica pianta rettangolare, è edificato su pendio con un piano seminterrato ed uno fuori terra secondo il frequente schema delle case rurali marchigiane. Ha la copertura a due pendenze disuguali, in laterizio, le aperture sono architravate in legno, la struttura portante è in pietrame rusticamente lavorato.
Per le tecniche costruttive e la sua tipologia edilizia è un buon esempio dell'edilizia rurale del territorio sassoferratese. La struttura portante è in muratura di pietrame locale più o meno squadrato, di pezzatura disuguale e d'esecuzione non troppo raffinata, apparecchiata con malta impastata con calce ricavata da pietre locali (chiamata calcina) e sabbia di fiume.
L'edificio è stato individuato di interesse culturale storico-artistico ed etno-antropologico, ai sensi dell'art. 10, comma 1 del D.Lgs. n. 42/2004 e s.m.i. dal Ministero della Cultura.
Facciata dell'Eremo dopo il restauro
Lato nord dell'Eremo
Lato sud con terrazza
Il territorio della campagna sassoferratese, dall'andamento orografico collinare, si prestò in maniera eccellente all'espansione rurale. Già nel IX ma soprattutto nell'XI e XII secolo non mancano nelle campagne documentate iniziative di colonizzazione ad opera di enti locali o signorotti.
La frazione Frassineta, parte del territorio del comune di Sassoferrato, dal quale dista 3,36 km, è situata nell'Appennino marchigiano, alla foce del Sanguerone e del Sentino, affluenti del fiume Esino. A circa 1 km si trova la località Colcanico, in ricordo della battaglia tra i Bizantini e il generale Narsete nel 552 d.C.
L'immobile risulta presente nella mappa dello stato pontificio del 1816. Ai primi dell'Ottocento il fabbricato era utilizzato come magazzino; dalla consultazione del catasto rustico del 1830-35 si è desunta che la sua destinazione fosse quella di casa colonica. Arrivando ai giorni nostri il fabbricato da casa colonica ha visto il cambiamento di destinazione d'uso a ricovero per attrezzi senza subire stravolgimenti formali e materici.
L'Eremo è stato recentemente completamente restaurato grazie al finanziamento dell'Unione Europea, all'interno del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) Next Generation EU – M1C3 Turismo e Cultura – Misura 2 – Investimento 2.2: "Protezione e valorizzazione dell'architettura e del paesaggio rurale".
È tornato a risplendere come un esempio di recupero di un'architettura rurale tipica del territorio sassoferratese.
Immerso nel verde dell'Appennino marchigiano, lontano dal rumore e dalla frenesia della vita quotidiana, l'Eremo delle Monache offre un'esperienza unica di pace interiore e raccoglimento spirituale. La tradizione eremitica benedettina, radicata nella Regola di San Benedetto e nel motto Ora et Labora, trova in questo luogo la sua espressione più autentica.
Il silenzio dei boschi circostanti, il canto degli uccelli, il ritmo lento delle stagioni: tutto invita a fermarsi, ad ascoltare, a ritrovare se stessi e il proprio rapporto con Dio. Chi visita l'Eremo porta con sé un'esperienza che va oltre il semplice turismo culturale.
Gli eremi nascono nella tradizione cristiana come luoghi di ritiro dal mondo, dove uomini e donne consacrati potevano dedicarsi interamente a Dio nella preghiera, nel silenzio e nella penitenza. Le origini risalgono ai Padri del Deserto (III–IV secolo), che si ritirarono nelle solitudini dell'Egitto e della Siria. In Occidente, San Benedetto da Norcia (480–547) integrò questa tradizione nella sua Regola, prevedendo che i monaci più maturi potessero aspirare alla vita eremitica come forma più elevata di vita spirituale. L'eremo non è dunque una fuga dalla realtà, ma una scelta radicale di presenza a Dio: un luogo dove il silenzio diventa linguaggio, la solitudine diventa incontro, e la semplicità della vita materiale apre lo spazio all'essenziale.
"Ascolta, o figlio, i precetti del maestro e tendi l'orecchio del tuo cuore."
— San Benedetto da Norcia, Regola, Prologo
| 📍 Indirizzo | Loc. Casamenetto 13B – Frassineta, 60041 Sassoferrato (AN) |
| 🏛️ Tipologia | Edificio rurale storico – Casa colonica restaurata, bene di interesse culturale |
| 📅 Periodo di costruzione | Documentato dalla mappa dello Stato Pontificio del 1816; catasto rustico 1830–35 |
| 🔧 Restauro | Completato grazie al PNRR – Next Generation EU, Misura 2.2 "Protezione e valorizzazione dell'architettura e del paesaggio rurale" |
| 🌄 Altitudine e contesto | Appennino marchigiano, alla foce del Sanguerone e del Sentino, affluenti del fiume Esino |
| 📏 Distanza da Sassoferrato | 3,36 km dal centro del comune |
| 📞 Contatti | Tel: +39 075 8001151 |
| 🕐 Visite | Su prenotazione o con apertura programmata |
| ⛪ Ritiri spirituali | Disponibili su prenotazione – contattare il Monastero per informazioni |
L'Eremo delle Monache potrà essere visitato su prenotazione o con apertura programmata, quale testimonianza della tipologia architettonica del luogo.
L'Eremo è a disposizione per ritiri spirituali. Per informazioni e prenotazioni contattare il Monastero.
Tel: +39 075 8001151
Indirizzo: Loc. Casamenetto 13B – Frassineta, 60041 Sassoferrato (AN)